Una nuova visione per l’Europa: Arbury Road

Mentre scrivo dal mio ufficio di Valencia all’inizio di questa nuova avventura, la mia mente non può che ripercorrere gli ultimi anni ed il percorso che mi ha portato a fondare Arbury Road assieme a Eoin Murray. Sembra passato solo qualche giorno da quando, ancora studente a Cambridge, condividevo un appartamento con Eoin ad Arbury Road e passavamo innumerevoli serate a bere e discutere di politica europea tra amici di paesi e background molto diversi. Cambridge è un posto bellissimo ma anche molto strano. Un luogo difficile da capire dall'esterno e in cui molte contraddizioni della società moderna sono esposte con rara chiarezza. È un incubatore per l'elite dove la disuguaglianza sociale non è solo evidente, ma preservata ed in alcuni casi anche incoraggiata. Come studente è normale partecipare a cene eleganti in giacca e cravatta o smoking e venire servito da persone della tua stessa età. Questo fa sviluppare un senso di fiducia in se stessi che spesso può degenerare in presunzione e arroganza. Allo stesso tempo, si è esposti ad una straordinaria comunità di studenti internazionali. Personalmente quest'ultimo aspetto mi ha cambiato la vita. Ho incontrato alcuni dei miei migliori amici, persone che reputo fuori dall'ordinario e che hanno visioni del mondo molto diverse dalla mia. Mi hanno aiutato ad ampliare le mie vedute ed a sviluppare un’identità europea e cosmopolita.

Arbury Road era l'incarnazione di tutte queste contraddizioni e la loro sintesi. Come il resto di Cambridge, la zona è abitata da molti studenti, ed è particolarmente attraente per quelli che, come me, avevano un budget limitato, perché più economica del resto della città. Il motivo è che la strada collega il centro di Cambridge con Arbury, uno dei suoi quartieri più disagiati. Ad Arbury la gente vive in condizioni difficili, lottando contro la povertà ed affrontando un alto tasso di criminalità. A pochi chilometri da Arbury Road, nel centro di Cambridge, molti figli e figlie delle élite europee e globali vivono una vita lussuosa, piena di eventi stimolanti e sotto la protezione della cosiddetta "Cambridge Bubble", la bolla di sapone che isola la città dal resto del mondo. Eoin ed io sentivamo il peso delle possibilità che ci erano state concesse e la necessità di combattere tale disuguaglianza e di mettere al servizio di tutti l'educazione e l'insieme delle conoscenze e delle competenze acquisite.

Questo è ciò che ci ha portato a fondare una rivista online, Arbury Road. È fondata da studenti ed ex studenti di Cambridge e molti dei suoi collaboratori condividono lo stesso background. Allo stesso tempo, il suo obiettivo è quello di instaurare un legame con tutti i cittadini che lottano per vivere una vita dignitosa in una società oggi troppo competitiva e diseguale. Il nostro giornale vuole connettersi con queste persone e collegare due mondi diversi che sembrano incapaci di comunicare. Riteniamo che sia nel migliore interesse di tutti cooperare attivamente al fine di ridurre le disuguaglianze e creare un'Europa migliore e più equa per tutti.

La contraddizione di dare il nome di un distretto del Regno Unito ad un giornale paneuropeo proprio mentre la Gran Bretagna sta uscendo dall’Unione Europea è evidente. E non è casuale. Pensiamo che la Brexit sia stata la dimostrazione del fallimento del progetto liberale dell’Unione Europea. La Brexit è stata una resa dei conti, la dimostrazione dell'incompetenza delle arroganti élite europee, che non sono state in grado di comprendere il profondo disagio e senso di distacco che il progetto europeo stava creando in molti strati della popolazione. Esemplificativo è il fatto che le aree che hanno votato a favore della Brexit erano esattamente quelle aree del Paese, come Arbury, che sono state dimenticate dal Regno Unito e dell'UE. Le persone di queste aree hanno visto le loro condizioni di vita peggiorare negli ultimi 20 anni e l'unico aspetto della realtà europea che hanno vissuto direttamente è stata una maggiore concorrenza sul posto di lavoro. I Brexiters, così come gli altri partiti sovranisti, hanno ascoltato queste persone. A differenza delle élite liberali, non hanno ignorato la loro sofferenza, ma hanno dato loro alcune aspettative concrete e hanno proposto alcune soluzioni, per quanto ridicole: il ritorno alla sovranità nazionale, che nella loro retorica ha coinciso con un ritorno ad uno stato sociale, la repressione o la limitazione dell'immigrazione, il recupero dell'identità nazionale come fondamento per un rinnovato senso di comunità.

Queste sono risposte errate, basate su postulati ingannevoli. Queste persone sono probabilmente quelle che soffriranno maggiormente dai disagi causati dalla Brexit. La loro situazione sarà purtroppo anche peggiorata dalla crisi del coronavirus. La soluzione sovranista proposta da politici come Nigel Farage e Boris Johnson nel Regno Unito e da altri leader reazionari come Le Pen, Salvini e Orban in Europa, non è solo controproducente, ma irresponsabile ed immorale. Nel nostro mondo competitivo, integrato e globalizzato, abbiamo bisogno di un'Europa forte per trattare con grandi attori internazionali come Stati Uniti, Cina, India, Russia, non solo dal punto di vista economico, ma anche politico. L'Europa, con tutti i suoi difetti, rimane oggi il miglior modello di uno stato sociale in cui il benessere della popolazione, dell'intera popolazione, è considerato un dovere fondamentale dello Stato. Allo stesso tempo, l'Unione europea garantisce ai suoi cittadini libertà e rappresentanza democratica e ha garantito uno dei periodi più lunghi di pace nella storia europea. Tuttavia, molto deve cambiare ed i Remainers, e le élite europee, non sono stati in grado di fornire risposte al problema ed alle preoccupazioni della popolazione.

Noi di Arbury Road crediamo che l'Unione europea ed il suo sistema di partiti debbano tutti fare una seria e profonda autocritica per comprendere le radici del problema. Riteniamo che il progetto europeo debba essere rilanciato a partire dall'idea di solidarietà tra i diversi strati della popolazione.

Ma ancor di più, crediamo che avere un tenore di vita dignitoso sia un diritto di tutti. Riteniamo che il progetto di un'Europa politica e sociale sviluppato alla fine della seconda guerra mondiale, sia stato tradito da parte delle élite politiche e dei gruppi di interesse a livello europeo. Questo progetto socio-politico è stato sostituito con un progetto economico basato su regole del libero mercato ed idee neoliberiste. Riteniamo che ciò vada contro tanti grandi documenti come la Dichiarazione dei diritti umani del 1948 ed il suo equivalente europeo che afferma che "Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità". Crediamo nella necessità di tornare a dare la priorità ad un progetto politico rispetto a quello economico e a soddisfare i bisogni della società nel suo insieme e non solo dei suoi strati più ricchi. Riteniamo che l'Europa, così com'è adesso, fallirà e non sia pienamente democratica. Il potere dei principali stati e dei gruppi di interesse sta schiacciando le persone che già si trovano in situazioni sociali e finanziarie difficili anziché aiutarle.

Riteniamo, tuttavia, che l'unica risposta sia l'Europa. Ma un'Europa diversa. Un'Europa che non sia al servizio dei più potenti, bensì dalla parte dei più deboli. Un'Europa che abbia il coraggio e la visione di superare le differenze nazionali e regionali per concentrarsi sul nostro comune patrimonio culturale, sviluppando un modello politico, economico e sociale in grado di generare speranza in tutto il mondo. Un modello che tenga conto delle esigenze della popolazione nel suo insieme e che lo faccia in armonia con la natura, cioè in modo completamente ecosostenibile. Un modello che risponda alla crisi ambientale e tratti il nostro pianeta come un dono prezioso da trasmettere alle generazioni future, non come una risorsa materiale da sfruttare. Un modello che promuova l'innovazione e la ricerca, ma con l'idea di servire l'interesse generale, non esclusivamente il guadagno privato. Crediamo, infine, che la cooperazione, la comprensione reciproca ed il rispetto siano gli unici valori che diano senso all'esistenza umana e che l'affermazione personale sia utile solo se coincide con il benessere di tutti. Nella rivista svilupperemo queste idee e sosterremo un modello coerente.

Ma Arbury Road non riguarda solo l'Europa. Vuole anche contribuire a una ridefinizione generale dei valori e a una nuova discussione sulle priorità della nostra società. Vuole dare voce a quelle persone che non condividono la convinzione ottimistica nel futuro delle élite liberali e cercano di capirle e di sviluppare una risposta comune ai loro problemi, piuttosto che incolparle. Pertanto, esploreremo svariati temi e intervisteremo molte persone con esperienze diverse. Avremo una serie di articoli sull'austerità e l'economia circolare, sulla crisi ambientale e il nuovo accordo verde, sulla migrazione e le differenti dimensioni della cittadinanza. Ma avremo anche una serie di articoli e podcast in cui analizzano le esperienze concrete dei cittadini, cercando di capire i loro problemi quotidiani e di trovare soluzioni.

In conclusione, Arbury Road vuole combattere contro l'indifferenza che ci circonda al giorno d'oggi. Arbury Road vuole mettere l'esperienza dei suoi membri e collaboratori acquisite durante gli studi e le esperienze lavorative al servizio del bene generale e alla definizione di un nuovo sistema di valori che può dettare una nuova agenda politica. Arbury Road vuole organizzare un ampio dibattito pubblico e dettare una nuova agenda per l'Europa, un'Europa che sia in grado di riconquistare il cuore dei suoi cittadini.

Siamo consapevoli che il progetto è ambizioso e chiediamo la collaborazione di tutti voi per aiutarci a sviluppare queste idee. Come John Lennon diceva, "Un sogno che sogni da solo è solo un sogno, mentre un sogno che sogni insieme ad altri è realtà". Ad Arbury Road, siamo pronti a mettere la nostra passione ed entusiasmo al servizio di questo sogno e non smetteremo di combattere. Perché pensiamo che questa lotta non sia solo un dovere morale, ma anche una necessità per aggiungere significato alle nostra vite. E speriamo che tu ti unirai a noi.